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Consigli 2017-09-11T10:09:52+00:00

I CONSIGLI DEL MAESTRO

Come mi approccio alla prima lezione?

lezioni-approccioLo sport è un grande aiuto per lo sviluppo dell’identità e dell’autostima nel bambino e infatti grazie all’esecuzione di una serie di gesti motori, si può vedere come lui impari ad avere sempre più sicurezza nei movimenti, acquisendo maggior consapevolezza di sé. In questo processo un ruolo fondamentale è degli adulti di riferimento che devono essere presenti ma non apprensivi, stimolanti, ma non autoritari. Aiutare il bambino nella sua crescita psicologica significa anche saperlo accompagnare in una realtà dove non esiste solo gratitudine e meriti, ma anche il sapersi confrontare con se stessi e gli altri cercando di capire come migliorare i propri limiti. Esistono sicuramente delle difficoltà specifiche nello sport dello sci: l’ambiente montano, il freddo, la neve, il fondo scivoloso, il gesto tecnico, l’abbigliamento pesante. Compito del maestro, conoscitore di questi aspetti, non è quello di insegnare a contrastarli, ma quello di aiutare a saperli affrontare e gestire. A piccoli passi si instaura sempre più un rapporto di fiducia nei confronti del proprio maestro che deve diventare un tramite per scoprire questa piacevole attività motoria. Tante volte vedere il bambino in situazioni nuove scatena delle forme di apprensione, ma probabilmente sono proprio queste difficoltà che lo faranno crescere rispettoso di sé e delle regole.

Lezioni individuali o collettive?

lezioni-collettive-consigliE’ bene innanzitutto distinguere tre fasce d’età: il mondo dei bambini, l’adolescenza, l’età adulta.
Le lezioni collettive per i bambini sono d’aiuto per facilitare l’apprendimento di tante regole che lo sci richiede. Assieme agli altri ragazzi della stessa età si possono condividere le difficoltà e le insicurezze affrontandole con entusiasmo e meno paura. Allo stesso modo con le lezioni individuali il rapporto più stretto che si crea col proprio maestro può essere di stimolo per i più timorosi che riescono a trovare maggiori attenzioni su di se. Nell’adolescenza le due scelte diventano meno nette e più soggettive. Tante volte i ragazzi in questa fascia d’età cercano degli stimoli o delle esigenze più precise ed in questo la lezione individuale è sicuramente d’aiuto. Lo spirito e l’identità di gruppo, la voglia di competere e le amicizie, fanno invece optare per le lezioni collettive. Non esistono quindi delle vere e proprie regole. Nell’età adulta, si tende a perdere lo stimolo e la voglia di confrontarsi con gli altri; si opta per le lezioni individuali con la “scusante” di non essere allo stesso livello degli altri; noi la chiamiamo “scusante” perché nella realtà in tutte le lezioni collettive viene fatta una piccola prova pratica che serve per far capire ai maestri il livello dell’allievo così da rendere i gruppi il più omogenei possibile. Se quindi la scelta su che tipo di lezione affrontare viene fatta per sviluppare un aspetto tecnico particolare o per la volontà di essere seguito più da vicino dal maestro la lezione individuale porterà sicuramente dei vantaggi; se invece l’esigenza è quella di condividere le proprie esperienze, i propri interessi, i propri esercizi, magari socializzando un po’, la lezione collettiva farà al caso vostro.

Noleggiare o comprare?

noleggiareLa scelta ovviamente va fatta a seconda di quanto si usa il materiale tecnico: per una o due settimane solitamente conviene noleggiare l’attrezzatura, se il periodo si prolunga invece è consigliabile valutare anche un possibile acquisto. Esiste ancora la convinzione, anche se meno rispetto al passato, che le attrezzature noleggiate siano di qualità più scadente rispetto ad un articolo acquistato in quanto meno usurate, invece spesso queste sono di ottima qualità grazie ai moderni sistemi di manutenzione e anche perché molti noleggi per seguire il mercato sono costretti ad acquistare ogni anno diversi sci e scarponi.

Le attrezzature: sci

Esistono diverse categorie di sci a seconda del tipo di neve, sciatore, e stile.
La grande distinzione viene fatta in:

La loro caratteristica è la leggerezza e la flessibilità. Alle basse velocità non è necessaria una grossa stabilità quindi si predilige uno sci maneggevole. Le misure consigliate per un principiante sono di circa 10cm in meno rispetto alla propria altezza. Per i bambini dai 5cm ai 15cm in meno.
Come dice la parola questo è uno sci che si adegua un po’ a tutte le situazioni. Un attrezzo utile per uno sciatore di medio livello che ha già un po’ di dimestichezza col gesto tecnico, che però non vuole “osare” troppo. Uno sci sempre leggero e flessibile quindi che però non è così performante come altri modelli. La lunghezza va dai 10/12 cm in meno rispetto alla propria altezza per chi preferisce un raggio stretto ad anche la stessa altezza per chi ama le curve più ampie.
Questo è una tipologia di sci consigliata ad uno sciatore di medio-alto livello. La sciancratura è più accentuata e conseguentemente lo sciatore si può divertire a “piegare” in curva. Sono disponibili modelli adatti allo slalom speciale (che prevede un raggio di curva più stretto), allo slalom gigante (curve ampie) e anche a curve intermedie. Le lunghezze vanno in base alle peculiarità dello sciatore.
Caratteristica di questi sci è la struttura. E’ uno sci meno sciancrato rispetto ai modelli race carving, molto stabile alle alte velocità, non facile da gestire alle basse velocità. Questi sci hanno delle misure prestabilite in quanto devono rientrare nei regolamenti fissati per l’attività agonistica. La diversità tra le lunghezze diventa più netta. (molto corti per lo slalom speciale, più lunghi per lo slalom gigante).
Questo sci nasce per il mondo delle evoluzioni. La struttura è resistente per mantenere lo sci performante dopo gli atterraggi dai jumps. Il rapporto di larghezza e di sciancratura è identico nelle misure punta-centro coda-centro. Questo aiuta la sciata in switch (all’indietro); a seconda di come viene montato l’attacco si modifica l’assetto dello sciatore e di conseguenza le proprie peculiarità. (centro sci più adatto alle acrobazie in park e sciata switch, leggermente arretrato per renderlo più performante in pista).
Lo sci freeride nasce appositamente per il fuori pista. La caratteristica che da più nell’occhio è la larghezza accentuata. (più uno sci è largo, più galleggia in neve fresca). E’ uno sci morbido, ma reattivo. Ora sul mercato esistono diverse tipologie di forma. La cosiddetta “rocker” (solo punta o punta-coda) fa si che lo sci sia leggermente rialzato per aiutare ulteriormente la galleggiabilità. Questi sci non sono così performanti in pista su nevi duri e risultano più lenti nel cambio direzione a causa della loro larghezza. Le misure spaziano molto dal tipo di utilizzo. In grandi spazi aperti dove la velocità in powder (neve fresca) è più elevata si predilige uno sci molto lungo. Anche 10cm o più rispetto alla propria altezza. Se il bosco e fitto di vegetazione o lo spazio è più ristretto si cerca più maneggevolezza con uno sci più corto.

Le attrezzature: scarponi

scarponiI componenti principali degli scarponi sono 4: scafo, gambetto, scarpetta, leve di chiusura.

Lo scafo è la parte che avvolge e blocca il piede.

Il gambetto è la parte, generalmente in plastica, sopra il malleolo che arriva fino al polpaccio. Questa parte probabilmente è la più importante e quella dove si trovano le maggiori differenze tra un modello e l’altro. Le funzioni del gambetto sono molteplici; raccordare scarpone e gamba, contenere la scarpetta e sorreggere lo sciatore. L’elasticità del gambetto (flex) è quella che determina la reattività dello scarpone e di conseguenza la sciata. Generalmente la scala di “durezza” del materiale dello scarpone va da flex40 (scarpone molto morbido – modelli principianti o per bambini) a flex 150 (scarpone molto duro – modelli race) e oltre. A seconda dell’inclinazione del gambetto più o meno avanzata, si modifica l’assetto dello sciatore.

La scarpetta, che può essere costituita da materiali termoformati che si adattano alla forma del piede isolandolo termicamente, è semplicemente l’involucro interno allo scarpone che avvolge piede e caviglia.

Le leve di chiusura servono a chiudere gli scarponi. A seconda delle marche e dei modelli ci possono essere da due a 4 ganci. Quasi tutti gli scarponi sono dotati di regolazione micrometrica per chiudere ottimamente gli scarponi.

Le tipologie di scarponi:

Scarponi di diversi stampi adatti però ad una clientela più leggera come nel caso dei ragazzi. Flex variabile a seconda delle taglie e del modello.
Come dice la parola uno scarpone adatto ad uno sciatore alle prime armi. Uno scarpone molto comodo che lascia però a desiderare alle alte velocità o alle forti sollecitazioni. Flex fino a 70
Scarpone decisamente più morbido adatto a sciatori di medio livello con un buon livello di comfort. Flex tra 70 e 90
Adatti a sciatori abili che amano il comfort. Sono leggermente meno performanti dei race, leggermente più morbidi riescono ad essere un buon compromesso tra sciabilità/comodità. Flex tra 90 e 120
Modello molto simile all’Allround Top con maggior possibilità di regolazioni a livello dei vari componenti. Flex tra 90 e 120
Scarponi molto rigidi e stretti. E’ uno scarpone molto preciso utilizzato per lo più a livello agonistico. Tale precisione va a discapito del comfort. Flex da 120

Snowboard

snowboardIntroduzione alla disciplina
Lo snowboard non può essere considerato come semplice sport da scivolamento, è molto di più.
Nel 1963 Sherman Popper, un ingegnere chimico, per far giocare i suoi figli inventò un attrezzo che battezzò snurfer. Popper unì due sci con l’intento di riprodurre un attrezzo simile al monosci, che all’epoca stava diffondendosi tra gli sciatori più spericolati. Si accorse però che i suoi ragazzi salivano sulla tavola di traverso, proprio come i surfisti da onda.
Da un piccolo aneddoto come questo si capisce come sia l’idea stessa di fondo ad essere particolare, ad essere diversa; lo snowboard rappresenta infatti un diverso modo di interpretare la montagna e la neve, unisce appassionati dalle molteplici personalità.
Come ogni altro sport, anche lo snowboard segue le leggi della fisica, che se applicate ci possono portare al raggiungimento del nostro obiettivo, ma è proprio quando riusciremo a fare questo che ci accorgeremo della differenza con tutto il resto.

“GOD SAVE SNOWBOARDERS”

data la struttura tendenzialmente rigida e caratterizzata da un flex (flessibilità) con un’ottima risposta, questa tavola è l’ideale per affrontare le lunghissime transizioni dei salti più grossi e le ripidissime wall dell’ half pipe. (camber flat e normal)
pensata per essere elastica e super adattabile ad ogni movimento dei piedi; il flex di una tavola da jibbing si fa sentire sempre morbido per riuscire a chiudere anche le più estreme manovre in pista o su rails. (rocker)
caratterizzata da una superficie allargata e da una forte direzionalità data dall’ arretramento della posizione, questo snowboard vi permetterà di galleggiare sulla neve fresca con maggior facilità grazie anche ad un flex morbido. Le più specifiche presentano anche diversità dello shape tra nose e tail. (camber flat o rocker)
adatte per tutte le discipline dello snowboard, ideale per affrontare ogni situazione. (diverse tipologie di camber)

 

Cos’è il camber?
Il camber definisce la linea che segue il profilo dello snowboard quando appoggiato a terra senza il peso del rider.
Questa caratteristica particolarizza lo snowboard verso discipline specifiche, diversificando infatti i gradi di durevolezza del flex e la risposta che ne consegue durante la sua deformazione. Le principali tipologie di camper che oggi troviamo sul mercato sono:
normal: ponte classico, nose (punta) e tail (coda) appoggiano a terra e il centro è rialzato.
flat: ponte piatto, tutta la superficie poggia a terra.
rocker: il centro poggia a terra, nose e tail rialzati.
Troviamo anche particolari camper a seconda della casa di produzione come il flying V che segue la forma delle ali di gabbiano, o il microcamber, ma entrambi possono comunque essere ricondotti nelle 3 tipologie principali.

Come scelgo il mio snowboard?
Sappiamo che ogni anno escono tavole con stupende serigrafie che vorremmo comprare senza minimamente osservare gli aspetti tecnici, ma tenendo conto anche di questi è bene osservare:
1) “sono uomo, donna o bambino?”; domanda che potrebbe sembrare banale, ma vi è un enorme diseguaglianza nelle diversità motorie tra i 3 soggetti; è logico intuire che una tavola da bambino sarà più corta di quella da adulto e che quella da donna sarà più maneggevole di quella da uomo, visto le sostanziali differenze date da forza muscolare e struttura fisica determinate da sessualità, età e fattori esterni.
2) peso ed altezza: ogni brand a seconda delle specifiche costruttive dei propri snowboard mette a disposizione delle tabelle indicative che rapportano il peso del rider all’altezza dello snowboard, aiutandoci così nella scelta. Questo legame tra peso ed altezza è dovuto alle forze fisiche che agiscono sul sistema snowboard/rider quando si trova in movimento. Portare una massa in movimento produce infatti delle tensioni sulla nostra attrezzatura; sarà per questo fondamentale avere uno snowboard che possa sopportare le forze che si creano durante una semplice curva o durante una manovra in park.
3) numero di piede; valutare la larghezza della tavola secondo le dimensioni del nostro piede è importante perché un piede troppo sporgente può limitarci in fase di inclinazione, toccando il terreno e facendoci perdere stabilità. Al contrario, un piede troppo piccolo non riesce a proiettare correttamente lo spostamento del peso su frontside e backside, rendendo ogni movimento molto più complicato. A tal proposito per i “piedoni” più grandi, ogni brand ha sviluppato una versione delle tavole classiche chiamate “wide”, costruite leggermente più larghe per riuscire ad ottimizzare questo rapporto.

Che attacchi e che scarponi?
La scelta della misura sarà determinata logicamente dalla grandezza del piede; per quanto riguarda le tecnologie utilizzate, il sistema di utilizzo è uguale per ogni modello, cambiando leggermente qualche specifica; a tal proposito consigliamo di prendere attacchi e scarponi della stessa marca, per un miglior incastro del piede e ottimizzazione delle sensazioni durante il riding. Necessario menzionare che sia per gli attacchi che per gli scarponi esistono diversi gradi di flex, così come per la tavola, permettendo così di individuare il materiale migliore a seconda delle proprie capacità muscolari e shape (forma) di piede e tibia.

“Dopo tutto ricordiamoci che la cosa migliore è fare esperienza, farsi aiutare da persone competenti, ma soprattutto venite a snowboardare con noi!”

L’abbigliamento

Un aspetto molto importante in questo sport, sia per lo sci o per qualsiasi altra attività sulla neve è rappresentata dall’abbigliamento. Spesso vige la convinzione che trovandosi in un ambiente inospitale, sia necessario indossare solamente degli indumenti pesanti. Attualmente esistono sul mercato dei materiali specifici per le attività sportive. Si possono distinguere le caratteristiche tecniche in base a:

è la proprietà che deve avere un tessuto di non fare passare un liquido e viene espressa con un numero seguito dalla dicitura : “Colonna d’acqua”. La colonna d’acqua indica la pressione, espressa in millimetri, che può gravare su un materiale prima che questo collassi e lasci penetrare il liquido. (Valuta che un capo per essere considerato impermeabile deve avere minimo una colonna d’acqua di 1300mm)
è la capacità del tessuto di far scivolare le gocce d’acqua senza che esse vengano assorbite. Un tessuto ha una elevata idrorepellenza se mantiene la proprietà anche dopo un  certo numero di lavaggi.
è la capacità del tessuto di fare uscire il vapore acqueo causato dalla sudorazione e viene espressa in grammi di vapore espulso  da un metro quadrato di tessuto nelle ventiquattro ore (gr/mq/24h).

E’ importante sapere che più sono alti questi valori, più avremo un capo impermeabile e traspirante.
Per semplificare possiamo osservare come un foglio di plastica sia completamente impermeabile, ma non permetterà nessun tipo di traspirazione;  pertanto dovremo prestare molta attenzione ai materiali con i quali sono costruiti i completi, le giacche e i pantaloni da sci che stiamo per acquistare.
Se per ottenere l’idrorepellenza si utillizza un trattamento di finissaggio sul tessuto esterno, l’impermeabilità e la traspirabilità si può raggiungere utilizzando membrane microporose o osmotiche che permettono alle molecole  di vapore di uscire ma impediscono alle gocce d’acqua, infinitamente più grandi, di penetrare.
Le membrane più conosciute ed utilizzate dalle aziende di abbigliamento sci sono: Gore- Tex, Dermizax, Entrant, Hipe, D-Drye, Xtl, Xpylon..
In alternativa alle membrane, si può utilizzare un tessuto con spalmatura siliconica o poliuretanica che garantisce  un effetto similare.
C’è tuttavia da osservare che un tessuto spalmato risulta essere più rigido e meno confortevole rispetto a quelli che utilizzano membrane, e che il trattamento impermeabilizzante diminusce con il tempo.

Semplificando si può suddividere l’abbigliamento sci in tre categorie in base ai valori numerici relativi a questi  parametri:

Top Performance: garantisce prestazioni eccellenti anche in condizioni climatiche estreme.
Impermeabilità: superiore ai 15000 mm di colonna d’acqua Traspirabilità: superiore ai 12000 gr/mq/24h.

High Performance: garantisce ottime prestazioni con permanenze prolungate sotto la neve anche in presenza di precipitazioni abbondanti. Impermeabilità: superiore a 10000 fino a circa 15000 mm di colonna d’acqua. Traspirabilità: attorno ai 10000 gr/mq/24h.

Sport Performance: garantisce buone prestazioni in caso di nevicate di leggera entità e con esposizione limitata alle intemperie. Impermeabilità compresa tra 5000 e 10000 mm di colonna d’acqua. Traspirabilità circa 5000 gr/mq/24h.

In natura il miglior isolante termico è l’aria. Per questo le imbottiture utilizzate nell’ abbigliamento sci hanno la caratteristica di intrappolare l’aria per poter meglio mantenere la temperatura corporea.

Tra i materiali più conosciuti troviamo:
A.  La piuma d’oca: viene preferita per il suo alto grado di termicità  rispetto all’ingombro, ha un altissima capacità di intrappolare l’aria e allo stesso tempo un alto grado di comprimibilità che permette ai capi con questa imbottitura di essere estremamente leggeri e confortevoli. Tuttavia la piuma è da preferirsi in condizioni di climi freddi ma con basso grado di umidità, in quanto il materiale ha un’alta capacità di legarsi alle molecole dell’acqua.
B.  Imbottiture in microfibra sintetica: posseggono proprietà simili alla piuma d’oca, ma hanno caratteristiche di idrorepellenza, che garantiscono massimo comfort  anche in condizioni di alta umidità.
Nel campo dell’abbigliamento sci, le imbottiture più tecniche e conosciute sono quelle in Primaloft, In Polartec, in Thermolitee in Thinsulate che permettono un ottimo isolamento termico e una buona comprimibilità,  a fronte di bassissima ritenzione dell’umidità.
Ovviamente più è elevata la qualità dei materiali, più avrai prestazioni top.

Le aziende hanno sviluppato nuove tecnologie di assemblaggio dei tessuti con cuciture al laser che eliminano molte fastidiose aderenze, tessuti elasticizzati sia per la fodera che per la parte esterna, forme anatomiche ergonomiche che prevedono giacche con maniche preformate e pantaloni con ginocchia preformate per garantire un effetto “seconda pelle” al capo d’abbigliamento indossato.
Quando sciamo  compiamo innumerevoli movimenti; pertanto  indossare un prodotto che lascia grande libertà e si adatta al nostro corpo in maniera perfetta ci garantisce il massimo del comfort.
Per questo ti consigliamo, quando provi il tuo nuovo capo d’abbigliamento sci, di compiere qualche movimento per simulare quelli che farai sulle piste, e valutare se l’indumento che stai indossando è il più adatto alle tue esigenze e alla tua corporatura.

Le 10 regole dello sci

Scarica il pdf con le regole di condotta sulle piste da sci

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